LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (pag. Le/VIII – 10 maggio 2012)

SALICE - Intervista a Pienicola Leone de Castris in occasione del concorso 'Lo scrivo io'

“I giovani rappresentano una risorsa irrinunciabile per il nostro territorio”

“Le nuove generazioni di tecnici e professionisti qualificati vanno via perché non trovano lavoro; ma il territorio ha bisogno di loro per la ripresa dello sviluppo. Bisogna impegnarsi per un’inversione di tendenza e fare il possibile per conservare qui, nel Salento, le genialità dei nostri giovani”. Con questa convinzione Piernicola Leone de Castris, titolare dell’omonima azienda vitivinicola e presidente di Confindustria di Lecce, conferma il suo sostegno al concorso giornalistico “Lo scrivo io”. La prestigiosa Cantina “Leone de Castris” anche quest’anno premierà trenta studenti con altrettanti kit-mare da assegnare agli autori di articoli, foto e video, selezionati da un’apposita commissione. A Leone de Castris abbiamo rivolto alcune domande.

D. Ogni anno la sua azienda è fra le prime ad aderire al concorso. Perché ritiene importante collaborare?

R. I giovani sono il futuro del territorio. E questo concorso, che ha coinvolto un gran numero di studenti, punta sulla valorizzazione delle loro potenzialità. L’iniziativa, inoltre, ha una forte valenza culturale. Crediamo nel binomio cultura-vino perché, appunto, anche il vino è cultura del territorio. Per noi, inoltre, i giovani sono una risorsa irrinunciabile. Per tale motivo, soprattutto negli ultimi dieci anni, abbiamo puntato molto sul ricambio generazionale assumendo moltissimi giovani, tutti salentini. Oggi l’età media del nostro personale è di 30-35 anni.

D – Tradizione e innovazione. Come si conciliano le due esigenze?

R - La nostra è una realtà aziendale storica che cerca di unire la tradizione plurisecolare all’innovazione costante nel tempo. Nel senso che riteniamo significativo, anche a livello produttivo, presentare periodicamente prodotti innovativi. Faccio un esempio. Noi continuiamo ad assicurare al mercato i nostri prodotti storici come, ad esempio, il Five Roses, il Salice e il Negrino, senza rinunciare a lanciare nuovi vini e spumanti, diversi come gusto e tipologia.

D - Come si colloca la sua cantina nel panorama nazionale ed internazionale?

R - La Leone de Castris è radicata sul territorio italiano, ma anche nei mercati internazionali. Circa il 50 per cento della nostra produzione, che si aggira intorno ai due milioni e mezzo di bottiglie, va all’estero.

D - A cosa è dovuto il successo della sua Casa vitivinicola?

R – A più fattori. Prima di tutto l’azienda è stata nel tempo costante nella qualità e anche nel voler recepire quello che di nuovo il mercato proponeva. I gusti cambiano e l’azienda nei secoli ha dimostrato di essere vicina alle esigenze del consumatore, conservando una sua personalità. Con alcuni vini si conserva la storia, con altri si affronta il mercato di oggi.

D – Quali sono le ultime etichette lanciate sul mercato?

R – Il Five Roses metodo classico e lo spumante “I Mille” aleatico. In questi giorni, inoltre, stiamo presentando il bianco “Angiò” fiano.

Insomma, qualità innanzitutto ma anche tradizione e radici nel territorio, oltre a tanta lungimiranza nel non respingere le innovazioni che il futuro propone, sono gli ingredienti di un grande successo, un’azienda che è il fiore all’occhiello dell’economia salentina
Rosario Faggiano