LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (pag. Le/VIII – 2 gennaio 2013)

L'ex assessore Fina incalza il sindaco

“Imu troppo salata, così si uccidono le imprese'

“Vanno introdotte agevolazioni ad hoc”
SALICE – “E’ necessario rivedere le aliquote Imu per tutelare le categorie più svantaggiate e per incentivare le realtà produttive locali”.

L’ex assessore al Bilancio Francesco Fina, membro dell’Assemblea provinciale del Pd, scrive al sindaco Pippi Tondo e al Consiglio comunale per sollecitare, in vista dell’approvazione del bilancio 2013, una migliore regolamentazione dei criteri d’imposta al fine di consentire un prelievo fiscale equilibrato.

Fina, in sostanza, ritiene “ingiusto e sproporzionato” mantenere anche per il nuovo anno l’aliquota massima indifferenziata del 10,60 per cento sulle seconde case e sugli immobili destinati ad attività commerciali e produttive.

“Al fine di evitare di incidere negativamente sul già fragile tessuto sociale – dice Fina – al Comune spetta il difficile compito di calare sul territorio la normativa nazionale tenendo conto delle specificità locali”.

Secondo l’esponente politico, non possono essere ignorati i casi di proprietari di seconde case di scarso valore commerciale acquisite in via ereditaria, oppure le situazioni di emigrati all’estero costretti a subire la tassazione dell’abitazione a Salice o di anziani, proprietari di un immobile in paese, ricoverati presso istituti di cura.

“Trattasi - spiega - solo di alcune delle situazioni che meriterebbero un sistema di agevolazioni speciali. Un discorso a parte meritano, inoltre, gli immobili strumentali all’attività d’impresa. Per essi – conclude - si potrebbe ipotizzare una riduzione dell’Imu che tenga conto della necessità di salvaguardare le poche realtà produttive rimaste”. (r.f.)