LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (pag. Le/IV – 6 maggio 2014)
STORIA DI SUCCESSO: Tutti i protagonisti di una realtà che ha messo le radici nel Nord Salento
"Jentu", un brillante mare verde di radicchi, indivie e lattughe
Ottanta ettari di coltivazioni, di cui 15 di serre ipertecnologiche
Una distesa verde, un mare brillante di radicchi, indivie, cicorini, lattughe. Un via vai di tir anima la quiete bucolica di contrada masseria Marini, nel cuore di Guagnano. Qui la determinazione e la competenza di un bergamasco doc, Guglielmo Alessio, hanno trasformato 80 ettari un tempo votati esclusivamente al rubicondo Negroamaro in un gioiello della tecnologia agricola.
Nei quindici ettari di serre realizzate con la competenza di maestranze e «cervelli» israeliani (i numeri uno al mondo nel settore) le stagioni si piegano ai desiderata di baby leaf e insalate mature. Il passaggio anche della più lieve delle nuvole non sfugge agli occhi hi-tech dei computer che presidiano ogni serra e che aprono, chiudono, inclinano pannelli affinché non un raggio più del necessario vada ad interferire con la placida maturazione delle piantine. Un ciclo straordinario di produzione, alla quale prendono parte svariate professionalità, tutte spronate e stimolate dal vulcanico amministratore delegato.
A far quadrare numeri e conti e a rendere possibili le strategie e i progetti di espansione del gruppo ci pensa un giovane ingegnere lombardo, solido e determinato, Giampiero Boschiroli, business development manger di Agronomia, al fianco di Alessio nella nascita di “Jentu” e suo fido consigliere in tutto il percorso che ha portato all’ambizioso sogno dell’approdo a Piazza Affari.
«A Guagnano quando siamo arrivati non avevano mai coltivato insalate. Oggi non hanno nulla da invidiare ai numeri uno del settore», dice con un pizzico di orgoglio paternalistico Alessio. Che ribadisce il suo amore per il Salento, «una terra “pulita”, dove si lavora bene, dove la gente ha voglia di apprendere e di crescere». Una terra dove lui ha trovato stimoli, amici, rapporti leali. E che oggi tifa assieme a lui per il futuro di “Jentu” e dei suoi lavoratori. (da.pasto.)
Articolo pubblicato in “Lecce primo piano” nell’ambito di un servizio, curato da Daniela Pastore e Rosario Faggiano, comprendente anche i seguenti articoli:
- Le insalate made in Salento approdano a Piazza Affari;
- “Un grosso salto di qualità per l’indotto del territorio”;
- Quella terra un tempo consacrata al Negroamaro e agli uliveti.
Nei quindici ettari di serre realizzate con la competenza di maestranze e «cervelli» israeliani (i numeri uno al mondo nel settore) le stagioni si piegano ai desiderata di baby leaf e insalate mature. Il passaggio anche della più lieve delle nuvole non sfugge agli occhi hi-tech dei computer che presidiano ogni serra e che aprono, chiudono, inclinano pannelli affinché non un raggio più del necessario vada ad interferire con la placida maturazione delle piantine. Un ciclo straordinario di produzione, alla quale prendono parte svariate professionalità, tutte spronate e stimolate dal vulcanico amministratore delegato.
A far quadrare numeri e conti e a rendere possibili le strategie e i progetti di espansione del gruppo ci pensa un giovane ingegnere lombardo, solido e determinato, Giampiero Boschiroli, business development manger di Agronomia, al fianco di Alessio nella nascita di “Jentu” e suo fido consigliere in tutto il percorso che ha portato all’ambizioso sogno dell’approdo a Piazza Affari.
«A Guagnano quando siamo arrivati non avevano mai coltivato insalate. Oggi non hanno nulla da invidiare ai numeri uno del settore», dice con un pizzico di orgoglio paternalistico Alessio. Che ribadisce il suo amore per il Salento, «una terra “pulita”, dove si lavora bene, dove la gente ha voglia di apprendere e di crescere». Una terra dove lui ha trovato stimoli, amici, rapporti leali. E che oggi tifa assieme a lui per il futuro di “Jentu” e dei suoi lavoratori. (da.pasto.)
Articolo pubblicato in “Lecce primo piano” nell’ambito di un servizio, curato da Daniela Pastore e Rosario Faggiano, comprendente anche i seguenti articoli:
- Le insalate made in Salento approdano a Piazza Affari;
- “Un grosso salto di qualità per l’indotto del territorio”;
- Quella terra un tempo consacrata al Negroamaro e agli uliveti.

