LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (pag. Le/XI – 1 novembre 2012)
NORD SALENTO – Incontro in gran segreto in una villa di campagna di Ostuni, per preservare la privacy
L’abbraccio dei fratelli completa la gioia di Doreen
La “figlia della guerra” ha coronato il suo sogno. Ritornerà in Inghilterra certa di rivedere i parenti
E alla fine, come in tutte le storie di splendida umanità, l’amore ha trionfato. Doreen Richardson, l’inglese della contea di Sulffolk venuta nel Salento per allacciare un legame non più solo ideale con le sue radici italiane, ha finalmente abbracciato sua sorella e suo fratello. E’ stato un incontro commovente. E le lacrime che hanno bagnato il volto delle due sorelle e gli occhi lucidi che hanno tradito la forte emozione del fratello, hanno svelato, dopo anni infiniti, una verità a lungo celata a se stessi: si vogliono bene, nonostante non si siano mai conosciuti e nonostante le incomprensioni del passato, talvolta generate dalla immotivata paura di “rivelarsi” e di essere sottoposti al giudizio “severo” dei propri contesti sociali.
Quella di Doreen è la storia di una “figlia della guerra”, nata dall’amore fra suo padre, prigioniero in Inghilterra fra il 1942 e il 1946, e la madre Kathleen, una volontaria della “Land Army”, innamoratissima dell’affascinante italiano. A sessantotto anni, Doreen ha deciso che non poteva più rimandare il viaggio in Puglia che aveva a lungo sognato per pregare sulla tomba di suo padre e per abbracciare i suoi fratelli, nati dal matrimonio del genitore con una donna salentina. Martedì scorso ha realizzato il primo dei due grandi desideri, ieri mattina il secondo. Ha incontrato i suoi congiunti a Ostuni, nell’abitazione del professor John Gorrod, l’amico di famiglia che negli ultimi anni ha preso a cuore la storia di Doreen.
I tre fratelli si sono visti intorno alle 12, dopo essere stati accompagnati in una villa nella campagna di Ostuni da un amico del professor Gorrod. Tutto è avvenuto, quindi, in forma assolutamente privata. I fratelli di Doreen hanno voluto così.
Si sarebbero potuti incontrare l’altro giorno vicino alla tomba del comune genitore, come avrebbe voluto Doreen, ma sua sorella e suo fratello hanno preferito andare incontro all’emozionante momento lontani dal paese del nord della provincia di Lecce dove vivono.
I tre, aiutati da un interprete, hanno parlato per circa due ore. Si sono detti tutto quello che potevano dirsi in questo primo incontro. Hanno parlato del passato, ma anche e soprattutto del presente, delle loro rispettive famiglie, dei figli, dei nipoti, del lavoro e di ogni altro argomento utile per conoscersi. Poi si sono ripromessi di non perdersi mai più di vista.
Si telefoneranno e si scriveranno. E un giorno, magari non troppo lontano, si incontreranno di nuovo. L’indimenticabile incontro si è concluso con un nuovo affettuosissimo abbraccio e con un sincero “arrivederci”.
Quella di Doreen è la storia di una “figlia della guerra”, nata dall’amore fra suo padre, prigioniero in Inghilterra fra il 1942 e il 1946, e la madre Kathleen, una volontaria della “Land Army”, innamoratissima dell’affascinante italiano. A sessantotto anni, Doreen ha deciso che non poteva più rimandare il viaggio in Puglia che aveva a lungo sognato per pregare sulla tomba di suo padre e per abbracciare i suoi fratelli, nati dal matrimonio del genitore con una donna salentina. Martedì scorso ha realizzato il primo dei due grandi desideri, ieri mattina il secondo. Ha incontrato i suoi congiunti a Ostuni, nell’abitazione del professor John Gorrod, l’amico di famiglia che negli ultimi anni ha preso a cuore la storia di Doreen.
I tre fratelli si sono visti intorno alle 12, dopo essere stati accompagnati in una villa nella campagna di Ostuni da un amico del professor Gorrod. Tutto è avvenuto, quindi, in forma assolutamente privata. I fratelli di Doreen hanno voluto così.
Si sarebbero potuti incontrare l’altro giorno vicino alla tomba del comune genitore, come avrebbe voluto Doreen, ma sua sorella e suo fratello hanno preferito andare incontro all’emozionante momento lontani dal paese del nord della provincia di Lecce dove vivono.
I tre, aiutati da un interprete, hanno parlato per circa due ore. Si sono detti tutto quello che potevano dirsi in questo primo incontro. Hanno parlato del passato, ma anche e soprattutto del presente, delle loro rispettive famiglie, dei figli, dei nipoti, del lavoro e di ogni altro argomento utile per conoscersi. Poi si sono ripromessi di non perdersi mai più di vista.
Si telefoneranno e si scriveranno. E un giorno, magari non troppo lontano, si incontreranno di nuovo. L’indimenticabile incontro si è concluso con un nuovo affettuosissimo abbraccio e con un sincero “arrivederci”.
Rosario Faggiano
