LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - (p. Le/36 - 15 maggio 2026)

SALICE SALENTINO – La storia e i protagonisti

Tradizione e innovazione fino alla conquista di un’identità simbolo

Tradizione e innovazione fino alla conquista di un’identità simbolo

SALICE SALENTINO – La prestigiosa Doc “Salice Salentino” taglia il traguardo dei 50 anni. Istituita con Dpr 8 aprile 1976, all’epoca il riconoscimento rappresentò, per il mondo vitivinicolo dell’area, una tappa storica perché “punto di arrivo” di un percorso iniziato fin dal 1954, anno di nascita dell’etichetta “Salice” dell’antica Cantina locale “Leone de Castris”. Proprio a seguito del successo ottenuto da questo prodotto, nel 1971 la Giunta del Comune di Salice (sindaco Attanasio Cofano) deliberò di fare "voti al Ministero dell’Agricoltura e Foreste perché (…) riconosca la Denominazione di origine controllata al vino rosso Salice”. Nel 1975, il Comune (sindaco Eupremio Pastorelli) integrò la richiesta aggiungendo il riconoscimento Doc anche per il vino rosato. E nel 1976 finalmente arrivò il Dpr con il quale fu approvato il Disciplinare di produzione della nuova Doc.

Si trattava di vini rossi e rosati ottenuti da uve di Negroamaro (almeno l’80%), e di Malvasia nera di Lecce o di Brindisi (fino al 20%). Queste percentuali subirono una modifica nel 2010, quando furono portate al 75% di Negroamaro e fino al 25% di altri vitigni a bacca nera. Nella recente proposta di modifica del disciplinare, in fase di approvazione definitiva, la percentuale di Negroamaro risulterebbe di almeno 85% e fino al 15% di altri vitigni a bacca nera. Nella stessa nuova proposta di modifica, infine, è previsto (in aggiunta) anche il vino Doc “Salice Salentino” con la menzione “Superiore” (almeno 90% di Negroamaro e fino al 10% di altri vitigni a bacca nera)... (continua).

Rosario Faggiano
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Foto in alto: vendemmia salentina (immagine archivio storico Palumbo)