LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (pag. Le/XIV – 8 giugno 2014)
Un poliambulatorio al posto della scuola, De Mitri condannato per diffamazione
SALICE – L’ex sindaco definì “masnadiero” un membro del Consiglio dell’Istituto comprensivo contrario allo spostamento di una scuola materna per far posto ad un poliambulatorio, il giudice lo condanna per diffamazione.
Questo l’epilogo della vicenda che, nel 2011, vide protagonisti Donato De Mitri e due rappresentanti dei genitori degli alunni, Giovanni Cagnazzo e Marco Ligori. Questi ultimi, all’epoca dei fatti, con un volantino e un manifesto del Comune (sottoscritto dal sindaco) furono accusati “di fare becera battaglia politica” anziché “perseguire, nel loro ruolo di rappresentanti dei genitori, l’interesse a un migliore andamento della scuola pubblica”.
L’iniziativa non fu gradita dai destinatari dell’attacco, soprattutto da Cagnazzo il quale, non ricoprendo cariche politiche e ritenendosi offeso, assistito dall’avvocato Paolo Spalluto presentò denuncia-querela.
L’ultimo atto della vicenda si è consumato, dunque, l’altra mattina con la sentenza che ha riconosciuto colpevole De Mitri del reato di diffamazione.
L’ex sindaco è stato condannato a pagare alla parte offesa, quale risarcimento danni morali, la somma di 5mila euro. De Mitri, inoltre, dovrà versare 600 euro di multa, nonché accollarsi le spese processuali e i costi per la pubblicazione della sentenza su un quotidiano.
“E’ una sentenza incredibile – commenta De Mitri - ricorrerò in appello. Durante la mia lunga attività amministrativa non ho mai reagito a insulti e ingiurie che pure ho ricevuto spesso. Quel manifesto andava contestualizzato nell’ambito politico dove, secondo precedenti pronunciamenti anche della Cassazione, espressioni più colorite sono sempre state ammesse. Con il mio avvocato Angelo Pallara siamo convinti che la Corte D’Appello renderà giustizia con riforma della sentenza”.
Questo l’epilogo della vicenda che, nel 2011, vide protagonisti Donato De Mitri e due rappresentanti dei genitori degli alunni, Giovanni Cagnazzo e Marco Ligori. Questi ultimi, all’epoca dei fatti, con un volantino e un manifesto del Comune (sottoscritto dal sindaco) furono accusati “di fare becera battaglia politica” anziché “perseguire, nel loro ruolo di rappresentanti dei genitori, l’interesse a un migliore andamento della scuola pubblica”.
L’iniziativa non fu gradita dai destinatari dell’attacco, soprattutto da Cagnazzo il quale, non ricoprendo cariche politiche e ritenendosi offeso, assistito dall’avvocato Paolo Spalluto presentò denuncia-querela.
L’ultimo atto della vicenda si è consumato, dunque, l’altra mattina con la sentenza che ha riconosciuto colpevole De Mitri del reato di diffamazione.
L’ex sindaco è stato condannato a pagare alla parte offesa, quale risarcimento danni morali, la somma di 5mila euro. De Mitri, inoltre, dovrà versare 600 euro di multa, nonché accollarsi le spese processuali e i costi per la pubblicazione della sentenza su un quotidiano.
“E’ una sentenza incredibile – commenta De Mitri - ricorrerò in appello. Durante la mia lunga attività amministrativa non ho mai reagito a insulti e ingiurie che pure ho ricevuto spesso. Quel manifesto andava contestualizzato nell’ambito politico dove, secondo precedenti pronunciamenti anche della Cassazione, espressioni più colorite sono sempre state ammesse. Con il mio avvocato Angelo Pallara siamo convinti che la Corte D’Appello renderà giustizia con riforma della sentenza”.
Rosario Faggiano

